Manifattura Tabacchi

LE ORIGINI DEL COMPLESSO

Il complesso nasce nel 1513 come Monastero di Santa Maria Maddalena e poi di Sant’Orsola, nel ’700 viene trasformato in ospedale, poi magazzino di salnitro, e infine in Manifattura Tabacchi.

Le prime notizie della lavorazione del tabacco sotto la Ghirlandina risalgono addirittura al lontano Seicento.

Nel 1788 la “fabbrica del tabacco”, cosiddetta “Ferma ducale per l’Appalto dei tabacchi, acquavite e rosoli”, passó in via Ganaceto nel soppresso monastero dei Cappuccini (operazione del duca Ercole III nel 1783) ed è a questo punto che le operaie iniziano ad essere definite “paltadóri” in dialetto (Appaltadore) poiché lavoravano nell’Appalto del tabacco. Un termine, quello delle paltadóri, che a Modena è ancora oggi diffusissimo perché moltissime famiglie modenesi hanno avuto qualcuno che lavorava tra quelle mura vicino alla stazione.

Nel 1850 l’appalto passó dal Duca allo Stato e la fabbrica venne spostata nell’ex convento di San Marco. Venne subito dotata di una ruota a pale e di una macchina a vapore per la produzione di energia e in questo modo proseguì arrivando, nel 1898, a essere la maggiore realtá industriale modenese con quasi mille operaie (90% donne).

Nel 1902 l’edificio venne di nuovo ampliato e migliorato con nuovi impianti di illuminazione e ventilazione, infermeria, refettorio e un “asilo” ante litteram.

Nel 1921 la Manifattura aveva oltre 1500 dipendenti.

L’ultima costruzione prima della riqualificazione attuale con nuova struttura di Portoghesi è datata 1969 e la Manifattura continuó a produrre fino al 2002.